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Tirocinanti negli uffici giudiziari, Magno chiede una razionale distribuzione in Calabria

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Garantire una razionale distribuzione del personale negli uffici giudiziari calabresi. Solo così è possibile rendere efficiente la collocazione dei 1000 lavoratori percettori in deroga o lavoratori disoccupati, i cosiddetti tirocinanti della giustizia, selezionati sulla base della manifestazione d’interesse indetta con il Decreto n.2285 del 9 marzo 2016.

E’ quanto  chiede Mario Magno (gruppo Misto) in un’interrogazione rivolta al Presidente della Giunta Mario Oliverio e all’assessore al lavoro Federica Roccisano.

Gli uffici giudiziari calabresi – aggiunge Magno – presentano croniche carenze d’organico che vanno adeguatamente superate valorizzando le professionalità esistenti e consentendo ai tirocinanti di poter svolgere il loro lavoro. Il 31 marzo 2017 – prosegue il consigliere regionale – è stata stipulata una convenzione tra la Regione ed i vertici dei due Distretti di Corte d’Appello della Calabria, la quale ha previsto l’avvio di 650 tirocinanti nei diversi uffici giudiziari della regione, così come previsto dal Ministero della Giustizia. Occorre constatare che l’avvio di questa fase ha presentato e presenta tutt’ora numerose difficoltà e confusione.  Ad iniziare dalla distribuzione del personale presso gli uffici giudiziari avvenuta senza alcun criterio fino a giungere alla necessità di riassegnare 67 persone destinate al giudice di pace di Cinquefrondi che è in via di smantellamento. Non è possibile – sottolinea Magno –  consentire lo svolgimento dei tirocini da parte di 60/70 persone presso uno stesso giudice di pace. Un modus operandi inconcepibile che mette a grave rischio la possibilità di attestare l’attività formativa svolta dagli stessi tirocinanti davanti alla Corte dei Conti.

“Mi auguro che non si continui a persistere nella confusione  e che presto – conclude Magno – si trovi una soluzione adeguata che consenta sia la valorizzazione delle professionalità esistenti che una ottimizzazione del loro lavoro. E’ inammissibile che, di fronte alla carenza d’organico negli uffici giudiziari calabresi, si continui con ritardi ai danni dei tirocinanti e della giustizia amministrata”.