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Crotone:Museo Archeologico di Capo Colonna,Mostra “ANNIBALE. LA FINE DI UN VIAGGIO”

La Mostra Inaugurata il 13 Dicembre 2017 si concluderà il 31 Marzo 2018
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Introduzione  Gregorio Aversa e Giovanna De Sensi Sestito

Fu la guerra annibalica a segnare una cesura netta tra ciò che sarebbe diventata e ciò che era stata l’estrema regione meridionale nei cinque secoli precedenti, terra di conquista e di insediamento per gruppi di Greci che vi avevano fondato città fiorenti e potenti lungo le coste, destinate alcune a scomparire presto, come Sibari, vittima della sua stessa grandezza, o ad attraversare i secoli e conservare tuttora il nome antico, come Crotone e Reggio.

E analoga cesura questa guerra segnò per il suo popolamento italico, costituito nel tempo da Enotri, Lucani e Brettii. E se questi ultimi finirono per dare la loro denominazione alla regione per molti secoli, dalla irrevocabile scelta di campo in favore di Annibale ricavarono l’ostilità permanente dei Romani che ne marchiò l’immagine.

Mentre la vittoria romana sul re greco Pirro, intervenuto in sostegno di Taranto e dei suoi alleati greci e italici, non aveva stravolto l’assetto politico-amministrativo e l’identità culturale dell’estremo Sud, privato di autonomia ma transitato con tutte le sue peculiarità all’interno della federazione romana, la vittoria finale sul cartaginese Annibale segnò l’inizio di una romanizzazione radicale, per effetto della quale, come scrive con rammarico Cicerone (Lelio 13) la Magna Graecia che un tempo fioriva  nunc quidem deleta est.

La guerra di Annibale fu un evento cruciale, uno snodo epocale per la terra dei Bruttii, come la chiamarono i Romani, denominata poi Calabria dai Bizantini.

Vi rimase coinvolta fin dal 216 a.C., in essa si concentrò lo scontro negli anni finali e dal santuario di Hera al Lacinio, nel territorio di Crotone, Annibale salpò per Cartagine nel 203 a.C., dove la guerra si sarebbe conclusa l’anno successivo con la sua sconfitta.

Il racconto di queste vicende, la descrizione dei territori, il riferimento ad alcuni fenomeni economici e ideologici pertinenti allo scenario finale della guerra annibalica sono presentati in questa piccola guida come un contributo alla diffusione della memoria storica e della conoscenza di una parte meno nota del patrimonio archeologico della regione, ma soprattutto come agile supporto al visitatore della Mostra “Annibale. La fine di un viaggio”.

 Il Polo Museale della Calabria, d’intesa con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone, grazie ad un finanziamento della Regione Calabria, propone col questo nuovo titolo a Crotone nel Museo Archeologico Nazionale di Capo Colonna la Mostra Annibale.

Un viaggio, inaugurata a Barletta nella ricorrenza della battaglia di Canne il 2 agosto 2016, con grande successo di pubblico fino alla sua chiusura, a febbraio 2017.

Oltre all’attualità e all’interesse del tema, la riproposizione della Mostra nell’area del promontorio Lacinio, luogo che vide svolgersi la fase finale della permanenza in Italia del condottiero cartaginese, assume un valore  evocativo di particolare suggestione.

Pur avvalendosi dello stesso progetto e dello stesso materiale illustrativo e scientifico realizzato per la tappa pugliese, la nuova esposizione non è solo una replica di quella di Barletta,  ma ne e  rappresenta uno sviluppo, in quanto offre una declinazione differente, più legata in particolare al territorio in cui l’evento si realizza, con materiali quindi specifici e nuovi spunti di riflessione, nell’ottica di un più ampio e incisivo coinvolgimento della comunità calabrese.

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È stata arricchita infatti arricchita con nuovi pannelli e nuovi reperti, per illustrare i luoghi che sono stati teatro delle vicende della guerra e parlare dei Brettii che svolsero fino in fondo, alla fine anche loro malgrado, l’impegno di sostenere Annibale.

Il progetto espositivo, nato sotto l’alto patrocinio del Presidente della Repubblica, in questa versione crotonese, che gode del patrocinio dell’Università della Calabria e della Scuola Archeologica Italiana di Cartagine, ed ed è stato anch’esso curato dai massimi studiosi italiani dell’argomento.

La Mostra si pone, al contempo, la finalità ambiziosa di tramite per il rafforzamento dei rapporti culturali, di scambio e collaborazione, con tutti i paesi gravitanti intorno al Mediterraneo: il nostro progetto, accolto nel programma “Rotta dei Fenici- Antiche Civiltà sul Mediterraneo” promosso dal Consiglio d’Europa e dall’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO), inserisce di fatto il Museo e Parco Archeologico Nazionale di Capo Colonna a Crotone in una rete di canali di promozione e comunicazione che potranno portare un significativo valore aggiunto. La Mostra, inaugurata il 13 dicembre 2017, si concluderà il 31 marzo 2018.