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” Giu’ le mani dal nostro mare”

Entro le 12 miglia dalla costa, ma sulla costa
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Mentre sul BUIG (Bollettino Ufficiale Idrocarburi e Georisorse) del 31 gennaio 2016 viene annunciato il rigetto di 27 provvedimenti di ricerca idrocarburi in mare entro le 12 miglia rispunta la richiesta di ricerca direttamente sulla costa. Appena qualche giorno prima, il 28 gennaio, l’Apennine Energy avrebbe rinnovato la richiesta D74 [ri-denominata ora d150], per procedere alla realizzazione del pozzo esplorativo orizzontale che partendo dalla costa a ridosso di Sibari giunge poi in mare. Un ritorno quindi, dopo che sembrava essere stata abbandonata questa ipotesi, per gli infiniti pericoli connessi. Ricordiamo che negli ultimi anni, compresa questa estate, l’area a ridosso della foce del Crati ove dovrebbero fare il pozzo, è stata oggetto di alluvioni. Dalle cartine PAI storiche risulta essere zona rossa, cioè ad alto rischio. L’area è inoltre soggetta già a subsidenza.  Per questa istanza ricordiamo che ci sono 60 giorni di tempo dalla pubblicazione per produrre osservazioni da parte del pubblico. Di questa istanza se è parlato nella manifestazione “GIÙ LE MANI DAL NOSTRO MARE” organizzata dal Meetup Rossano in Movimento il 23 gennaio che ha visto la partecipazione degli onorevoli del movimento 5 stelle Laura Ferrara portavoce al parlamento europeo e Paolo Parentela portavoce alla camera dei deputati. A presentare i lavori l’avvocatoCono Cantelmi. I relatori l’avvocato Rosa Silvana Abate e la dottoressa Rosella Cerra, responsabile Ambiente di Unione Mediterranea per la Calabria. Proprio lei ha aperto i lavori, con una lunga esposizione dei rischi e pericoli connessi alle attività di ricerca e sfruttamento di idrocarburi in mare, con particolare riguardo all’alto Ionio cosentino che presenta una particolare e delicata situazione ambientale e geologica. Temperatura e acidificazione in crescita, presenza di una vasta area militare con esercitazioni sonar che hanno già provocato moltissimi spiaggiamenti, uniti all’uso degli air-gun farebbero del mare del Golfo un ambiente ad alto rischio. Le eventuali attività estrattive porterebbero pochissimi vantaggi e moltissimo inquinamento e disagio .

L’eurodeputata Laura Ferrara si è soffermata sulla normativa europea ed internazionale a difesa dell’ambiente cominciando dalla Convenzione di Aarhus. Sull’istanza D74 dell’Apennine Energy, ha informando che nel giugno 2015 è stata presentata una interrogazione al Parlamento Europeo nella quale si chiedeva “Alla luce di quanto precede, ritiene la Commissione che il rilascio dell’autorizzazione «DR74AP» sia conforme al dettato e allo spirito delle direttive europee e sia conforme alla Convenzione di Aarhus, segnatamente l’articolo 6?” A tal proposito la Cerra precisa che anche nella petizione di UM presentata questa estate al Parlamento Europeo si faceva riferimento alla istanza D74, quindi  riportata all’attenzione dell’Europa.

Una pesante denuncia da parte di Paolo Parentelasecondo cui il nostro governo è ipocrita, perché mentre a livello nazionale fa le leggi, a livello locale e regionale si scontra, generando una lotta interna al PD e a farne le spese è l’intero Paese. Informa che il Movimento ha già un programma energetico nel quale è prevista la quasi scomparsa dell’energia da fossile entro il 2020, esprimendo forte preoccupazione per i cambiamenti climatici e la desertificazione che , avverte, porterà a breve alla riduzione del 50% delle produzioni agricole.

L’avv, Abate Rosa Silvana ha ripercorso le varie azioni legali dopo l’emanazione dello Sbocca Italia e in particolare sull’ art. 38. Dai ricorsi per conflitto di competenza davanti alla Corte Costituzionale, presentati da varie Regioni, alla presentazione dei quesiti referendari, alla legge di Stabilità 2016 sino ad arrivare all’unico quesito referendario ammesso, sulla durata delle concessioni in mare. Il governo deve quindi necessariamente cambiare rotta rispetto ad una strategia basata basata su fossili e orientarsi su fonti rinnovabili.

Francesco Delia interviene per la rete RASPA. Denuncia subito come grave l’assenza della Calabriafra le Regioni che hanno fatto ricorso contro il governo per conflitto di attribuzione relativo alla soppressione del Piano delle Aree, col quale Stato e Regioni avrebbero dovuto definire le aree permesse per lo sfruttamento di idrocarburi. Questo ha portato al superamento di un quesito referendario. Ma informa che è già in uno stato avanzato la proposta di  istituire una area ASPIM (Area Specialmente Protetta di Interesse Mediterraneo) nel Golfo di Taranto. Essendo stata riconosciuto dall’ISPRA comearea prioritaria di conservazione da candidare proprio come riserva e area protetta ASPIM.

È intervenuto dal pubblico il presidente degli albergatori Natale Falsetta preoccupato di quanto queste attività siano dannose per l’ economia dell’area e lo sviluppo turistico. È intervenuto infine anche il consigliere del Comune di CoriglianoFrancesco Sapia del M5stelle.

La mobilitazione e l’informazione continua, anche in previsione della campagna referendaria di fatto già aperta.

Rosella Cerra

Unione Mediterranea Calabria – Ambiente

Rosella Cerra