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Il nuovo piano di riequilibrio finanziario

Approvato in Giunta oggi arriva in Consiglio Comunale
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La sentenza n. 19/2014 delle Sezioni Riunite della Corte dei Conti ha ritenuto valido, ai fini del riequilibrio
economico-finanziario del Comune, il Piano triennale di risanamento a suo tempo approvato dall’Amministrazione di Lamezia Terme la quale,  però, ritiene che un Piano di risanamento pluriennale si rivelerebbe meno pesante dal punto di vista finanziario. Questo soprattutto in riferimento al peso del prelievo fiscale che graverebbe sui cittadini-contribuenti, nel senso che esso, pur se necessario per un efficace riequilibiro, sarebbe certamente meno oneroso se spalmato su un periodo più lungo del triennio, mentre resterebbe invariata la manovra, già in corso, in adempimento del citato Piano triennale di riduzione delle spese. Per tali motivi, la Giunta a guida Speranza ha  revocato la propria precedente deliberazione n. 8/2014 adottando una nuova delibera, la n.231 del 27.06.2014 con una nuova riproposizione della richiesta di adesione al Piano di riequilibrio finanziario.

Con la predisposizione di questo nuovo  Piano di riequilibrio si valuterà l’eventuale accesso al Fondo di rotazione per assicurare la stabilità finanziaria degli enti locali, di cui all’ art. 243 ter. Le  attuali condizioni di cassa, rapportate anche alla necessità di conseguire la suddetta disponibilità da restituire allo Stato, impongono così la redazione di un Piano di riequilibrio finanziario pluriennale ispirato ai seguenti criteri:

  1. Assicurare, con i proventi delle relative tariffe, la copertura dei costi della gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, da rivedere rispetto alle attuali condizioni economiche di esercizio, nonché dei servizi a domanda individuale per come previsto dalla lettera a) dell’ art. 243, comma 2;
  2. Effettuare una rigorosa revisione della spesa con l’ indicazione di obiettivi specifici di riduzione della stessa, anche attraverso una verifica e relativa valutazione dei costi di tutti i servizi erogati nonché della situazione delle società partecipate e, comunque, di tutti gli oneri e i costi a carico del bilancio dell’ ente;
  3. Intraprendere e concludere una rigorosa revisione straordinaria di tutti i residui attivi e passivi ancora conservati nel bilancio, stralciando – quanto ai primi – quelli inesigibili e di dubbia esigibilità per inserirli nel conto patrimonio sino al compimento dei termini di prescrizione;
  4. Avviare tempestivamente una sistematica attività di accertamento delle posizioni debitorie aperte con il sistema creditizio e non, nonché di tutti i procedimenti eventualmente realizzativi di opere pubbliche ad esse relative e sottostanti e, con questo, eseguire una puntuale verifica della consistenza e integrale ripristino delle entrate con vincolo di destinazione;
  5. Provvedere alla alienazione di beni patrimoniali disponibili e non indispensabili per i fini istituzionali;
  6. Effettuare la rideterminazione della dotazione organica ai sensi dell’ art. 259, comma 6, del TUEL;
  7. Tutte le altre misure previste dalle norme e ritenute necessarie al fine di perseguire l’obiettivo del risanamento complessivo delle finanze del Comune.