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Nodi che vengono al pettine :esisterebbero in Calabria anche gli aeroporti di Scalea e quello di Sibari.

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L’esistenza degli aeroporti può essere definita, per indice geografico, come un triangolo disegnato tra  Crotone – Lamezia e Reggio Calabria, le cui densità utenze ricadono in zone specifiche  per la necessità ad avere veloci collegamenti con il resto del territorio nazionale. Il flusso partenti, è in aumento; ma le strutture di gestione non sono ancora allo standard massimo di miglioramento  per poter riscrivere   la stessa economia del volo, con società che non garantiscono   la continuità, la ricerca traffico e, soprattutto,  manca una accorta gestione manageriale fatta da tecnici del settore. Il resto dei trasporti regionali non possono essere la sostituzione del più pesante dell’aria, troppo lenti e, in tanti casi, antichi e obsoleti.

Sorge comunque la necessità di un reale intervento per rivitalizzare e rilanciare questo triangolo in modo da essere un punto di svolta all’economia calabra.  Vanno però appianate le voglie di protagonismo, dove la politica gioca un poker, con apertura al buio senza avere in mano neppure una semplice coppia vestita, per assicurarsi fasce e fette di consensi diversificati, facendo spuntare, quasi come funghi, altri aeroporti nel territorio pur sapendo che nessuno può inventare la filosofia del volo.

Aeroporto di Scalea, già pronto da circa due anni, almeno come pista, recinzione e qualche ufficio.

Probabilmente verrà gestito da una società in SRL costituita da imprenditori privati, che hanno dichiarato di procedere all’ammodernamento a proprie spese, salvo i contributi per la strada che dovrà unire la struttura aeroportuale.(una trovata per avere fondi?) Risulta che i  lavori  siano stati  finanziati dal POR CALABRIA 207 del 2013, FESR ( fondo europeo per lo sviluppo regionale)  con inserimento del PISL (Pacchetti integrati sviluppo SISTEMA TURISTICO LOCALE Riviera dei Cedri zona Cosenza).

L’aeroporto di Scalea, sigla LICK, avrebbe una pista lunga 1975 metri e larga 30 per possibili aeromobili per 80/100 passeggeri. (ATR 42-70 e EMBAR 190-195).

Nel progetto la possibilità dello sviluppo e rilancio del sistema cargo ( trasporto merci via aerea).

La pista, salvo diversa  soluzione,  è costruita quasi ai margini del fiume Lao, con tutti i rischi che ne derivano,sia ambientali che idrologici, con una erosione che ha già mangiato alcune parti della struttura. Al momento, nonostante inattivo il costo di manutenzione e di circa 30 mila euro annui. Il costo totale  dei lavori,riportato al 2006,è di circa 1.774.748,21 euro , (24 miliardi delle vecchie lire di cui rimane un residuo di un miliardo da spendere per rifiniture). Il finanziamento è stato fatto dal MINISTERO DEL TESORO, BILANCIO E PROGRAMMAZIONE ECONOMICA NELL’AMBITO DEL PATTO  TERRITORIALE  DELL’ALTO TIRRENO COSENTINO. (come mai e perché?).

Progetto Sibari, una idea irrazionale della politica di partito di quella zona,con un  preventivo  di spesa eventuale 22 miliardi di vecchie lire, fortunatamente bloccato già nella precedente gestione Regionale. Attualmente ha un tracciato, definito pista,  in erba, lunga 800 metri e larga 20 metri, le sue sigle operative sono CSSIB/WGS84.Vale la pena ricordare che esiste un altro aeroporto,(se così si può definire) quello di Vibo Valentia, usato attualmente esclusivamente come sistema elicotterista (durante la seconda guerra mondiale era la base di transito per i caccia italiani e gli SM79 aerosiluranti).

Non facciamo del campanilismo, in questo caso inutile, ma definiamo i fatti invitando gli interessati  ad un pizzico di buon senso, la Calabria ha, oggi, un estremo bisogno di certezze e di continuità, non può tentare se stessa con fisime che non portano da nessuna parte; il  traffico utenza non è  così corposo da consentire la vita di altre due strutture, situate una sulla trasversale del Lamezia Terme e l’altra sul Sant’Anna Crotone.

E’ comunque  innegabile che  Scalea e Sibari potrebbero recitare il ruolo di  aerotaxi o un terzo livello locale con collegamenti a tema escursionistico, oppure come aeroclub  per scuola volo e brevetti piloti, ma gestiti e finanziati soltanto da gruppi privati.

Non possiamo consentire che la regione e lo stesso Stato, stabiliscano finanziamenti per queste due strutture, i contributi,  se ci sono,vanno gestiti e utilizzati in egual misura per il TRIANGOLO AEROPORTUALE (non è quello delle Bermuda) le sue funzioni,al momento,non sono esercite a pieno delle possibilità,    sono abbastanza limitate per il crollo, prevedibile, delle due società handling del Tito Minniti e del Sant’Anna, su cui sono volate solo denunce e carte bollate.

Va potenziato ulteriormente il Lamezia Terme, per la sua centralità,senza creare il solito becero antagonismo comunale, ma vanno anche rimessi in funzione concreta, non solo  a parole e promesse, sia quello di Crotone che quello di Reggio, che  hanno funzioni differenti come collettivo sociale e come collocazione geografica.

Nella copertina, foto dell’aeroporto di Scalea-

Gianfranco Turino –Trasporto Aereo Calabria-  Settore Studi, Ricerche e Programmazioni